La rete viaria

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Titolo
La rete viaria
Tipo
Testo descrittivo, ricostruzione storica
Descrizione
Il territorio che apparteneva all'antica Comunità del Pellegrino e in particolare l’area oggi compresa tra Rifredi e Piazza Dalmazia, rappresenta un interessante esempio di continuità tra viabilità antica, organizzazione rurale medievale e sviluppo urbano moderno.
Epoca romana
In epoca romana il territorio era attraversato dalle direttrici viarie legate alla colonia di Firenze (Florentia). La via Cassia collegava Firenze con l’Italia settentrionale, in direzione di Fiesole e oltre e percorsi secondari, seguendo crinali e fondovalle, costituivano una rete viaria ancora in parte visibile. Il paesaggio era prevalentemente agricolo con insediamenti sparsi.
Medioevo e organizzazione nei “popoli”
Con il venir meno dell’organizzazione romana, la viabilità fu caratterizzata da percorsi che collegavano le pievi e le priorie dei popoli del Pellegrino: San Pietro a Careggi, Santo Stefano in Pane, Santa Maria a Quarto e San Lorenzo a Serpiolle.
Rifredi (antico “Rio freddo”) si sviluppò proprio come snodo di attraversamento lungo una direttrice che collegava Firenze con il Mugello. Le strade erano spesso non lastricate, seguivano l’orografia e collegavano poderi, pievi e ville.
Età moderna (XVI–XVIII secolo)
Con i Medici e poi i Lorena si ebbe un miglioramento della viabilità, soprattutto per collegare le ville suburbane e le fattorie granducali. La presenza della Villa Medicea di Careggi rese strategica la zona: le strade vennero in parte regolarizzate e mantenute per facilitare i collegamenti con il centro cittadino. Tuttavia, l’assetto rimase in gran parte rurale, con una rete di strade poderali e percorsi collinari.
Periodo napoleonico e Comunità del Pellegrino (1808–1865)
Durante la fase in cui il Pellegrino fu comune autonomo, la viabilità svolgeva soprattutto una funzione amministrativa e agricola: collegare i vari popoli tra loro e con Firenze. In questo contesto Rifredi emergeva come punto di transito fondamentale lungo la direttrice nord. L’assetto era ancora quello di una campagna organizzata in poderi mezzadrili, con strade che seguivano tracciati antichi ma senza grandi interventi infrastrutturali.
Dall’Unità d’Italia all’urbanizzazione (XIX–XX secolo)
Con l’espansione urbana tra fine Ottocento e Novecento, la zona cambiò radicalmente. La costruzione della ferrovia e della stazione trasformò Rifredi in un nodo strategico. Le antiche strade rurali furono rettificate e ampliate: strade "regie", strade "comunicative". L'antica Cassia partiva dal trivio del Ponte Rosso dove si dipartivano da essa le vie Bolognese e Faentina. Cingeva da Nord il territorio fiorentino e per Pellegrino e Montughi giungeva al Ponte di Rifredi Dal Ponte Rosso a Rifredi aveva il nome di via dei Cappuccini. Dopo la morte di re Vittorio Emanuele II la strada ebbe il suo nome e tale è ancora oggi fino a Piazza Dalmazia. Fino al 1939 manteneva quel nome fino a Sesto Fiorentino. Dopo tale data, dopo piazza Dalmazia si chiamerà via Reginaldo Giuliani in memoria di un cappellano militare morto nella guerra d'Etiopia.
Poco dopo il ponte sul Terzolle, il breve tratto di strada fra le case (lo stretto) era detto "via del Borgo del Ponte a Rifredi", divenendo poi anch'esso "via Vittorio Emanuele II entro il Borgo", oggi un tratto di via Reginaldo Giuliani.
Via delle Panche (ancora oggi presente) deve il suo nome al fatto che i residenti usavano mettere delle "panche" ovvero dei grossi tavoloni di legno a protezione degli argini del fiume Terzolle durante le frequenti piene.
Piazza Dalmazia, oggi snodo urbano importante, si sviluppò come punto di convergenza di queste direttrici storiche: qui si incrociano assi viari che ricalcano in parte percorsi più antichi diretti verso Careggi, il Mugello e il centro di Firenze.
L’urbanizzazione del Novecento ha progressivamente cancellato il paesaggio agrario, ma la trama viaria conserva ancora tracce dell’impianto storico.

Situazione attuale
Oggi l’area è completamente urbanizzata e integrata nel tessuto cittadino di Firenze, ma la sua topografia, tra pianura e prime pendici collinari, lascia ancora intravedere la continuità con la viabilità di lunga durata, dall’età romana fino alla città contemporanea.
La viabilità del Pellegrino, nella zona di Rifredi e Piazza Dalmazia, non nasce con il comune ottocentesco, ma è il risultato di una stratificazione millenaria: dai tracciati romani, ai percorsi medievali tra i popoli, fino alla trasformazione urbana moderna.