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Assemblee popolari Le elezioni comunali di Firenze del 1951 furono un momento storico fondamentale per la città di Firenze, che segnò l'inizio dell'era di Giorgio La Pira, una figura carismatica che avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia fiorentina, ma anche in quella italiana e internazionale. Le assemblee popolari di questi anni si contraddistinsero per un' intensa partecipazione emotiva e ideologica con animate discussioni sul futuro della società, sui problemi del lavoro e della ricostruzione morale e materiale dopo gli anni del fascismo e della guerra. Giorgio La Pira (1904-1977), professore universitario, giurista e uomo di profonda fede cattolica, era il candidato della Democrazia Cristiana (DC), ma rappresentava l'ala più a sinistra del partito. Con La Pira sindaco, Firenze divenne un laboratorio politico e sociale in cui furono portate avanti importanti iniziative in ambito sociale (politiche per la casa e di assistenza ai bisognosi), internazionale (pomosse Firenze come "città della pace" e del dialogo internazionale, organizzando i "Colloqui Mediterranei") e per la ricostruzione post-bellica. -
Momenti di festa al Circolo negli anni '50 Dalla ricostruzione al boom economico: le festività della Befana e del Carnevale raccontano di un quartiere e di una città che rinascono nel dopoguerra. Nelle immagini si colgono sguardi, sorrisi e l'emozione dei doni: i bambini sono i protagonisti assoluti di questi scatti, simbolo di speranza e di un futuro ritrovato. -
Arnoldo Foà al Circolo SMS Rifredi Arnoldo Foà, il celebre attore italiano, è stato legato al Circolo SMS Rifredi da profondo affetto e partecipazione. Per lui, la sede storica della Società di Mutuo Soccorso non era solo un teatro di periferia, ma un vero e proprio punto d'incontro culturale e sociale nel quartiere fiorentino. Qui ha festeggiato tappe importanti della sua lunghissima vita artistica, trovando sempre un pubblico caloroso e partecipe che ne apprezzava l'umanità e il talento. -
Biglietti di auguri e telegrammi Si tratta di un nucleo di biglietti di auguri indirizzati al Circolo SMS Rifredi da personalità del mondo politico e civile negli anni '60 e '70. -
Villa delle Panche (Villa Guicciardini)Di questo edificio storico in via delle Panche, conosciuto più tardi come Villa Guicciardini, abbiamo documentazione certa soltanto nel 1465, anno in cui avvenne, ad opera del notaio Francesco di Ser Dino di Cola, la divisione di alcuni beni della famiglia Pescioni che, in Mercato Vecchio a Firenze, possedeva un cospicuo patrimonio immobiliare. Così, tra i beni dei figli di Michele Pescioni figurava: "...un podere con casa o meglio palazzo per signore e casa per lavoratore con corte murata, loggia grande, torre, camere e terrazzo sul retro di detto palazzo e con orto murato [...] posto nel popolo di Santo Stefano in Pane [...] in luogo detto delle Panche". Un complesso edilizio dunque assai articolato comprendente una torre il cui impianto non può che risalire ai secoli XII-XIV, quando cioè le lotte intestine e di fazioni infuriavano con la loro violenza anche nel contado. [continua a leggere]
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Inaugurazione albero della pace Il socio Vannucchi pianta l'albero della pace -
PeRIFerico. Spazi di Quartiere. Presentazione del progetto È un progetto di EDA, realizzato con Fondazione CR Firenze e con il sostegno del Quartiere 5. -
Presentazione del progetto "PeRIFerico. Spazi di Quartiere" alla cittadinanza È un progetto di EDA, realizzato con Fondazione CR Firenze e con il sostegno del Quartiere 5. Il progetto si basa sulla creazione di un archivio partecipato, vivo e in costruzione continua. Un punto di raccolta e diffusione di memorie, ma anche un laboratorio collettivo di immaginazione urbana. "Abbiamo trasformato il nostro salone in un viaggio. Non una mostra, ma un’esperienza da attraversare insieme, tappa dopo tappa. I partecipanti sono stati invitati a esplorare il senso di Periferico: un movimento tra passato e possibilità, tra memoria personale e racconto collettivo. Le stazioni del percorso Una carta da pescare per rompere il ghiaccio: Cosa ti ricorda questo quartiere? Come lo immagini? Cosa vorresti che restasse? Al centro, un’ortofoto gigante del Quartiere 5 diventava il terreno su cui far affiorare ricordi e luoghi simbolici, segnati con adesivi e post-it colorati. Un gesto semplice, che ha creato una mappa viva e multiforme delle nostre connessioni con il territorio. L’ultima tappa spiegava il cuore del progetto: cos’è un archivio partecipato, cosa potrebbe contenere, come possiamo costruirlo insieme. E fuori, nella corte… Il laboratorio a cura del Tam-Tam ha lasciato spazio alla creatività: cartoline, lettere, piccoli oggetti della memoria nati da mani grandi e piccole. Perché ricordare, a volte, passa anche dal fare. Grazie a chi c’era. A chi ha portato un ricordo, a chi ha fatto domande, a chi è passato solo per guardare. Periferico nasce così: da un incontro, da una voce, da un’idea che si accende".














