Pinocchio e Castello

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Pinocchio e Castello
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Carlo Collodi tra il 1875 e il 1880 soggiornò a lungo presso villa Rapi, a Castello, trovando l'ispirazione per la scrittura de Le avventure di Pinocchio.
Nell'edizione di Pinocchio illustrata da Piero Bernardini, celebre pittore e illustratore fiorentino, c'è una tavola che mostra una carrozza trainata da ciuchini, lungo una strada che costeggia il muro di una villa. Si tratta della celebre diligenza del Paese dei Balocchi lungo via delle Panche. Questa storica via di Rifredi era l'antica porta d'accesso nord verso Firenze e collegava il tessuto cittadino e industriale ai borghi collinari di Castello e del Sodo, luoghi storici in cui Carlo Collodi visse.
Nelle sue tavole Bernardini non disegnò sfondi di fantasia, ma si ispirò dichiaratamente agli scorci rurali e stradali della campagna toscana dell'epoca. Molti dettagli delle sue vignette – come i muretti a secco, le strade sterrate fiancheggiate da fossi e le facciate delle case coloniche – richiamano l'aspetto che via delle Panche e le strade limitrofe del Sodo e di Castello avevano a cavallo tra l'Ottocento e i primi del Novecento.

Negli studi sui "veri" luoghi di Pinocchio (come quelli condotti dal ricercatore Leandro Giribaldi), l'area intorno a via delle Panche si colloca al centro della narrazione. La scuola di Pinocchio: Poco distante da via delle Panche, in via Giulio Bechi (all'epoca via della Stazione), sorgeva la vecchia scuola comunale di Castello frequentata idealmente dal burattino. La fuga verso i "Balocchi": Via delle Panche era storicamente una direttrice che collegava la zona di Rifredi e del Sodo verso Sesto Fiorentino, l'area identificata dagli esperti come il reale "Paese dei Balocchi" a causa della storica fiera estiva che vi si teneva.